" La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. "



sabato 2 luglio 2011

I tempi cambiano eccome!

Passeggiando lungo le vie più centrali di Arona, ieri, ho capito perchè spesso molti poeti dedicano versi alle loro città natie: ne espirmono il loro affetto o l'odio, ne "poetizzano" il fascino, le raccontano.
Vero è che io una poetessa non lo sono e che ai versi non mi sono mai dedicata, ma scrivo articoli, e questo lo voglio dedicare al luogo in cui ho vissuto per anni.
Raccolta, romantica, lacustre, Arona un tempo fu feudo milanese e il suo più importante porto commerciale per il trasporto del marmo usato per la "fabbrica del Duomo". 
Le colline che l'abbracciano, hanno cullato San Carlo Borromeo ed ora proteggono la sua bronzea statua.
La Rocca, anticamente sita su uno dei colli a strapiombo sul lago, venne distrutta da un tale Napoleone, un piccolo uomo dalle manie di grandezza di un gigante che ne ha utilizzato le pietre per costruire una strada (oggi il Sempione) che lo riportasse in Francia.
Nonostante la ricchezza di storia, Arona oggi è conosciuta principalmente per l'estrema bellezza delle passeggiate che si affacciano direttamente sul lago e per l'atmosfera che tutto l'anno, o per il triste grigiume o per gli splendidi e vivi colori estivi, vi si respira.
Ho vissuto in un piccolo condominio a bordo lago per molto tempo ed ho avuto modo di apprezzare splendidi paesaggi da cartolina in ogni stagione.
La mia preferita, tuttavia, è l'estate perchè è proprio in questo periodo che anno dopo anno "la lacustre" si anima sempre più.
Le spiagge affollate e la possibilità di navigare sulle acque con barche, moto d'acqua o battelli sono i principali divertimenti pomeridiani, completati da concerti, graziosi locali e ristoranti da godere invece nelle ore serali.
Proprio ieri mi sono resa conto di quanto sia positivamente cambiata, la "mia" Arona !
Solo fino a qualche anno fa la "vita mondana" era meno curata, non ci sono mai state settimane così piene di avvenimenti se non per la Fiera e la festa cittadina, il Tredicino ; delle spiagge nessuno si interessava , ma se non altro i parcheggi non venivano prepotentemente sottratti agli abitanti per posizionare decine e decine di bancarelle: era tutto molto più tranquillo e gli aronesi lavoratori e pendolari si arrabbiavano meno.
Chissà se anche ai tempi delle imbarcazioni targate "AUF"
(Ad Usum Fabricae, il Duomo), gli aronesi avevano l'angoscia mattutina del "dove parcheggerò oggi la carozza, c'è il mercato!".
Certo è che i tempi cambiano, si vuole sempre di più, si cerca di apparire e le nostre città rispecchiano esattamente la nuova filosofia. Va bene, purchè non si ecceda.